Se questo weekend volete cimentarvi in una ricetta nuova e differente, vi propongo di seguire il mio consiglio, preparando questa golosa cake con cioccolato e nocciola.
Un ringraziamento alla nostra amica Maria Grazia, che torna a trovarci con questa interessante idea.
Ecco la ricetta di Maggio di Erika, che conosciamo bene grazie al suo stupendo blog, La Tana del Coniglio.
Buona lettura!
“Fra meno di un mese finalmente l’estate sarà alle porte e con lei tutte le sfumature avvincenti e golose che solo un dolce al cucchiaio riesce a regalare. Esistono tutte una serie di varianti e idee stuzzicanti per gustare la frutta di stagione utilizzando preparazioni rapide. Il crumble è uno di quei dolci a cui non posso rinunciare, sia d’estate che d’inverno. La sua peculiarità sta nel composto sabbioso e sbriciolato che va a ricoprire tantissima frutta fresca, che con pochissimi attimi di cottura in forno, rilascia un delizioso succo e va a fondersi con l’impasto per creare un mix davvero incredibile. Per questa ricetta mi sono affidata ai biscotti Gran Rustico di Matilde Vicenzi, perfetti perché non troppo dolci, talmente delicati da riuscire ad esaltare alla perfezione tutto il gusto e il succo delle fragole!”
Lavate e pulite le fragole, tagliatele a metà e ponetele in una ciotola con del succo di limone e un cucchiaio di zucchero. Mescolate velocemente e lasciate riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Lasciate il burro a temperatura ambiente affinché si ammorbidisca. Sbriciolate grossolanamente i biscotti, uniteli al burro morbido e impastate in una ciotola con il resto dello zucchero e la farina. Fate questa operazione preferibilmente utilizzando le punta delle dita in modo da ottenere un composto sbriciolato.
Disponete le fragole, eliminando parte del succo, in 4 coppette. Sbriciolatevi sopra il composto di burro e biscotti e ponete in forno già caldo a 200°C per circa 8-10 minuti.
La ricetta dei cannoli siciliani rientra sicuramente tra le più popolari di tutte, e con molto piacere vi propongo la versione della nostra nuova amica (ovviamente di origine siciliana) Flavia.
Care amiche, oggi voglio condividere con voi una ricetta che sicuramente sarà apprezzata da tutti: l’amato tiramisu, preparato senza l’utilizzo di uova e servito in un comodo bicchierino.
L’idea è di Mariagrazia, alla sua prima ricetta per noi ma che sicuramente sa come farsi apprezzare in cucina: benvenuta!
Potrete gustarvi questa delizia seguendo le indicazioni che trovate sul suo ricettario online.
Care amiche, oggi concentriamo la nostra attenzione sull’importante tema della sicurezza alimentare e delle relative intolleranze.
In questo caso, ci aiuterà Monica, un’amica foodblogger, ma soprattutto una biologa esperta in materia alimentare.
Se ancora non conoscete Monica, questa è l’occasione buona per fare la sua conoscenza, grazie a questa interessante intervista.
Buona lettura!
Matilde Vicenzi: Buongiorno Monica, da quanto tempo di occupi di temi legati all’attenzione alimentare?
Monica Martino: Buongiorno! Da circa un anno prima della laurea; dopo la quale da quando ho iniziato a frequentare corsi specifici e, poi, praticando le mie consulenze in materia di igiene e sicurezza alimentare.
Matilde: Come nasce la tua attenzione verso allergie e intolleranze alimentari?
Monica: Ahimè o per fortuna (dipende dal punto di vista) anche io appartengo alla categoria degli intolleranti! Il poter esternare attraverso il mio blog la mia esperienza da intollerante senza dover rinunciare alla buona tavola, secondo testimonia che intolleranze e allergie alimentari non sono un incubo ma la voce del nostro organismo che ci dice: “Voglio cambiare qualcosa”.
Ho capito che servivano due cose: maggior equilibrio fisico/psicologico e buona base alimentare, che in buona sostanza corrisponde alla dieta mediterranea, che – lo ricordo – è patrimonio immateriale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco.
Matilde: Quale rapporto ci può essere, secondo te, tra una persona ipersensibile a certi alimenti e… il piacere della tavola?
Monica: È tutta una questione di testa, secondo me. E’ importante affrontare la cosa con il sorriso e non lasciare che l’intolleranza/allergia mini il rapporto con il cibo e la convivialità, perché chi sente il disagio lo trasmette anche agli altri.
Matilde: E per i dolci?
Monica: Come con tutte le cose, mai abusarne più del dovuto… e il miglior dolce è sicuramente la frutta che nella sua semplicità ha tutti gli ingredienti necessari per una giusta dose di carica per il nostro organismo. Dico questo anche se sono un’appassionata di Sacher (preparata da me, ovviamente)!
Matilde: Vedo con piacere che dedichi molte energie alla divulgazione delle ricette adatte a chi è intollerante o allergico: per te si tratta di lavoro, di piacere o di… tutt’e due?
Monica: Il blog è uno strumento della mia professione: facile dire “Devi mangiare questo piuttosto che quest’altro” in modo alquanto sterile, mentre consigliando o proponendo come preparare le pietanze credo di possa dare un servizio in più alla persona che si rivolge al nutrizionista, rassicurandola.
E visto che quando cucino mi diverto e mi rilasso è anche un piacere esternare il risultato del tempo speso a cucinare, come si vede qui:
Matilde: Quali sono i “luoghi della rete” dove porti avanti la tua conversazione?
Matilde: Cosa pensi del modo in cui si parla dei temi delle ipersensibilità alimentari? Secondo te le informazioni che circolano sono adeguate, sufficienti, corrette?
Monica: Qui vorrei citare il compianto prof. Carlo Cannella, il quale diceva “Il vero problema non è che si parla poco di alimentazione, ma che se ne parla troppo e male”. Per questo, su Facebook, insieme alle amiche blogger Immacolata, Vicky e Ivana, gestiamo dei gruppi in cui consigliamo (con l’aiuto di altre amiche blogger) ricette adatte a determinati problemi… qui il gruppo “Ricette Cucina Intolleranza” e qui il gruppo dedicato all’intolleranza al lattosio (con accenni a glutine e nichel) a cui partecipo con Immacolata e Ivana.
Matilde: Vi sono a tuo parere preconcetti o idee sbagliate su questi temi?
Monica: I preconcetti nascono da chi non sa o si informa male… in fondo è questo lo scopo dei gruppi di cui ho parlato poc’anzi.
Matilde: Com’è la situazione per chi è allergico o intollerante a certi alimenti, per quanto riguarda i dolci?
Monica: Il boom economico ha portato allo stravolgimento delle buone abitudini alimentari (farina bianca e zucchero raffinati, troppi cibi in scatola, etc) il che ha comportato all’aumento delle patologie legate dell’alimentazione. Solo dopo molte campagne di sensibilizzazione, l’industria alimentare ha iniziato a comprendere il problema, e finalmente oggi chi è intollerante e/o allergico può concedersi una pausa dolce adatta alle proprie esigenze. Devo dire che, anche se mi capita di comprare biscotti o dolci confezionati industrialmente, preferisco sempre preparare qualche specialità con le mie mani e la mia fantasia.
2. Inzuppare il savoiardo nel caffè tiepido o quasi freddo
3. Immergere circa metà savoiardo nel caffè per il verso orizzontale
4. Estrarre il savoiardo Vicenzovo dal caffè e rovesciarlo, appoggiandolo nella teglia con la parte bagnata sopra, in modo che si appoggi sulla parte aciutta: solo così l’inzuppo avverrà in modo ottimale, scendendo verso la parte non bagnata e imbibendo bene l’intero savoiardo
Ora che vi ho svelato i miei segreti, lasciate che vi sveli anche la resistenza all’inzuppo dei nuovi Vicenzovo da 300 grammi… con un breve video che spiega meglio di mille parole:
il tablesetting, la mise-en-place, o – più semplicemente – il piacere di preparare una bella tavola, è una delle mie passioni, lo sapete.
Sono infatti sempre alla ricerca di soluzioni e spunti per abbellire questo… piccolo teatro dove sono protagoniste le nostre creazioni.
Oggi (avendo ben presente che si avvicina la Festa della Mamma, data in cui puà far comodo una bella idea-regalo) vorrei parlarvi di questi prodotti creati da un’azienda italiana.
Si tratta di oggetti che, a mio parere, si collocano tra eleganza e originalità nel rispetto della tradizione, reinterpretata sempre in modo interessante e anche allegro.
La Seletti - marchio italiano con quartier generale tra Parma e Mantova, non lontano dalla mia Verona – è caratterizzata da un catalogo ricchissimo (ben 200 pagine, che potrete sfogliare qui).
Da questa pagine mi sono divertita a scegliere alcuni oggetti che penso starebbero proprio bene sulla mia tavola… e forse anche sulla vostra!
Che ne pensate?
Aspetto i vostri pareri su questi oggetti e – come sempre – sull’arte di preparare la tavola…
anche se questa primavera fa un po’ le bizze, oggi vorrei darvi delle suggestioni che portano l’arte del ricevere in giornate assolate e finalmente colorate.
Quale vi ispira di più? La tenda di fiori o il menu che diventa ventaglio? Il decoro floreale sulla sedia, i cubetti di ghiaccio con i fiori dentro o… il tè nel campo di lavanda?
Quante cose possono essere definite “Arte del Ricevere”… e per voi, che significa?
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