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MatildeTiramiSu! ~ Matilde cucina, consiglia, riceve.

MatildeTiramiSu!

Archivio per ‘galateo’ Categoria

  • Arte del ricevere… e di dire “No, grazie”.

    16 apr 2013

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    Care amiche e amici, un tè con le amiche, una cena, un ricevimento… l’arte del ricevere va anche vista come “arte dell’essere ricevuti”, non credete? Intendo dire che la cosa va vissuta anche dal lato di chi è invitato. E con la vita intensa che facciamo tutti, i mille impegni e anche – non dimentichiamolo – l’amplificazione della vita sociale che ci danno i social network, può anche succedere che si debba dire “No, grazie”. Anche in questo, a mio parere, c’è uno stile e un atteggiamento che distingue il savoir faire raffinato. Ecco quindi qualche piccolo consiglio per declinare un invito nel migliore dei modi! 1 – Siate chiari O potete o non potete, evitate gli sgradevoli “ti so dire” e “te lo dico la setimana prossima”; se dovete verificare l’agenda nei giorni successivi all’invito, infomratevi entro quando occorre dare una risposta 2 – Siate tempestivi Organizzare una cena o un piccolo ricevimento è un impegno serio, avvisando immediatamente che non sarete presenti dimostrerete rispetto per chi vi ha invitato 3 – Non cambiate idea Anche se può sembrare divertente presentarsi dopo aver detto che non si può esser presenti, non fatelo, a meno che non vi sia stato detto espressamente “Vieni anche all’ultimo momento, se ti liberi” 4 – RSVP sì o no? Verificate se è necessario dare una risposta all’invito; si tratta di una buona prassi, ma vi sono casi in cui non è richiesto, e si è liberi di presentarsi o meno 5 – Siate… sinceri  So bene che non sempre è possibile (e a volte e bene che sia così), ma io mi sono sempre regolata meglio dicendo la verità. Queste sono me mie piccole regole su questo tema, un po’ delicato. Avete qualche consiglio da condividere per aiutarci a gestire queste situazioni? Grazie in anticipo! [Immagine: bacheca Pinterest MatildeTiramiSu "Un tè con me"]

  • Con cosa accompagnare una tazza di tè? Chiediamolo a Erika Cartabia.

    21 feb 2013

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    Care amiche, oggi prendiamo un tè con Erika Cartabia.  Conoscerete senz’altro le molte ricette che ha condiviso con noi, oltre che il suo bel blog “La tana del coniglio“, le sue immagini su Pinterest e Instagram, le sue presenze su Facebook e Twitter. In questo post ci racconterà la sua visione di un momento importante della giornata: l’ora del tè.  Matilde: Erika, cos’è significa questa bevanda, per te? Erika: Il tè è sempre stato, in assoluto, una delle mie bevande preferite. A colazione o nel pomeriggio, per il classico “tea time”, ma anche semplicemente la sera, d’inverno, accoccolata davanti al camino per gustare ed assaporare tutta la sua essenza e i suoi profumi. M: Quali sono i tuoi tè preferiti? E: Sicuramente quello al Bergamotto, il famoso Earl Grey, dall’aroma intenso; il primo tè assaggiato, uno dei più classici e che, tutt’oggi, adoro alla follia. Il solo profumo sprigiona incredibili sensazioni, ricordi e un senso di pace e calma pervade la mia giornata. Insomma, senza questa deliziosa bevanda, non potrei resistere! M: Quali suggestioni ti propone, una tazza di tè? E: Con il passare degli anni ho riscoperto il piacere del tè, giorno dopo giorno e mi sono innamorata di tutto l’universo che si cela dietro ad esso. Parlo di nuovi infusi, dai profumi insoliti ed esotici e di tutte le varietà che in questo periodo si riescono a trovare sul mercato. Ci sono vere e proprie “case del tè” e ognuna ha le sue creazioni, i suoi mix perfetti da gustare per ogni occasione. M: Trovi che il tè possa essere… più di una bevanda? E: Per una come me scatta una strana ed insolita ricerca ogni volta che scopro nuovi gusti e declinazioni. Da grande amante di ogni tipo di tè, non posso non apprezzare tutto ciò che si cela dietro questo rituale antico come il mondo. Non esiste uno stile perfetto per l’ora del tè, ma possiamo sicuramente rendere questo momento ancora più indimenticabile! Spolverate i vostri vassoi, alzatine, tazze e piattini, meglio ancora se hanno un tocco un po’ vintage. Quello che renderà incredibile il vostro “tea time” saranno certamente i dolci! Quando ho aperto il mio blog, nel 2009, la mia più grande passione era la pasticceria. Sognavo un posto tutto mio in cui cedere alle tentazioni più golose da gustare e servire con una calda tazza di tè. Profumi, colori e consistenze diverse si uniscono per creare un mondo magico e di irresistibile fascino. M: Come accompagnare una tazza di tè? Come rendere ancora più speciale e coinvolgente un momento così intimo e delizioso? E: Le scelte giocano un ruolo decisivo. Un solo dolce dal gusto troppo deciso o dalla quantità eccessiva di calorie rischia di far cadere tutte le aspettative. Ecco perchè solitamente si prediligono dolci monoporzioni, facilmente assaporabili in pochi piccoli bocconi, biscotti, cupcakes o muffins, torte non esageratamente elaborate, ma con gusti affini ai profumi dei vari tè proposti. Esiste poi anche tutto un mondo di prelibatezze salate ovviamente. Come anticipavo, cupcakes, biscotti e piccola pasticceria fanno da padroni sulla tavola apparecchiata per l’ora del tè! E’ bene fare le proprie scelte anche in base alla stagionalità, soprattutto per sbizzarrirsi, in primavera ed estate, con frutta fresca su deliziose tartelette. In inverno invece si possono prediligere gusti più decisi e torte più ricche e corpose, come il classico plumcake. Io, mi immedesimo un po’ in Alice nel paese delle meraviglie, e sogno sempre la tavola imbandita del cappellaio matto. Per questo oggi invito tutte a fare un salto ne “La tana del coniglio” e a prendere una tazza di tè, ovviamente con tutti i dolci che lo accompagnano. Queste le mie proposte: Tartelette cioccolato bianco e frutti di bosco (clicca per la ricetta) Piccole meringhe (clicca per la ricetta) Cupcakes glassati (clicca per la ricetta) Macarons al limone (clicca per la ricetta) Rotolo ai lamponi con mandorle (clicca per la ricetta) Boules de neige (clicca per la ricetta) Bignè ai lamponi (clicca per la ricetta) Macarons, meringhe e biscotti possono essere preparati anche con largo anticipo, rendendo la preparazione un po’ più semplice. Questo vale anche per i gusci di frolla delle tartelette. Prepariamo il tutto anche un paio di giorni prima e farciamo qualche ora prima di servirle. Un rotolo a base di pasta biscuit, soffice e delicata, sarà apprezzata da tutti per la sua leggerezza e versatilità. Ci si può sbizzarrire con la confettura preferita o che più si adatta ai tè selezionati. Non dimentichiamo, infine, di servire il tè mettendo a disposizione fettine di limone, latte e zucchero, anche di canna. In questo caso si può dare sfogo alla fantasia, esistono infatti in commercio diversi tipi di zucchero con un’intensità di colore differente e con svariate profumazioni che conferiranno originalità alla tavola. M: Grazie Erika, davvero un tè di grande soddisfazione. Torna presto a trovarci, con le tue squisitezze e gli ottimi consigli!

  • Preparare la tavola e gustare l’ora del tè: quante cose da sapere…

    12 feb 2013

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    Care amiche, il piacere di un tè insieme a metà pomeriggio non ha eguali. Anche a voi piace capire le tradizioni e dare a questi momenti un tocco di eleganza? Eccovi qualche curiosa amenità sul tea time. - La biancheria della tavola: io amo il bianco; se per il tè usarete la tovaglia della nonna ornata di pizzi e corredata di piccoli tovaglioli… mi farete contenta!  - I piatti: per ogni commensale: piatto da dessert, su cui appoggiare piattino della tazza e tazza stessa, senza scordare il piccolo piatto per la bustina di tè usata - Le stoviglie: ci vuole il coltello per dolci e il cucchiaino sulla destra, mentre la forchettina per la torta va sulla sinistra; sorseggiando il tè, il cucchiaino rimane sul piattino - Il latte: pare che gli inglesi lo abbiano adottato per uno scopo pratico: raffreddare la tazza per evitare che la porcellana fine, al contatto con il tè bollente, si rompa - I piccoli dolci: valorizzateli presentandoli su un’alzatina, e non lasciateli soli, ma accompagnateli con qualcosa di salato: vedrete che piaceranno - I ruoli: chi invita versa il tè, propone latte o limone, mette lo zucchero; chi è invitato… accetta e ringrazia. Siete voi le padrone di casa? Non riempite mai le tazze all’orlo - Lo zucchero: viene dopo il tè, come ogni altra cosa… e se è in zollette vuole l’apposita pinzetta, con cui adagiare il cubetto nel tè senza inopportuni spruzzi - Il mignolo: mi raccomando, teniamolo giù, a meno che… non stiamo recitando uno sketch comico - I biscotti: non vanno mai inzuppati… sorry! Io però… disubbidirei a quest’ultima regola: che tentazione inzuppare questi biscottini a forma di bustina di tè! Avete già voglia di prepararli, vero? Qui trovate la ricetta. Buon tè!

  • Ricevere gli ospiti… su Facebook. Un galateo importante.

    11 gen 2013

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    Si parla tanto di social network… per me le regole della convivialità non cambiano certo perché cambiano i modi di incontrarsi, non credete? Anzi, secondo me il piacere di stare insieme – basato sulla giusta attenzione a far star bene gli altri – trova, sui social network, un modo nuovo di interpretare le buone abitudini… Per questo, care amiche, se accedete alla mia pagina Facebook, vi troverete ora un piccolo “Galateo di Facebook“, che vi ripropongo anche qui per il vostro parere. Che ne pensate? Voi come vi regolate, tra social network, buon senso e rispetto degli altri? Fatemi sapere… sono curiosa!  Le buone maniere sulla mia pagina Facebook. Benvenute e benvenuti nella mia casa su Facebook. Mettere gli ospiti a proprio agio è una delle cose più importanti per me, sono infatti una di quelle persone che pensano che ricevere le persone sia una vera e propria Arte. Perché tutti si sentano bene in questa mia casa virtuale, è mio dovere ricordarvi i princìpi alla base di una piacevole conversazione, per me e per tutti coloro che mi onoreranno della loro partecipazione. Grazie! - Rispetto Rispettiamo le opinioni di tutti, purché espresse con toni civili e modi adeguati. Allo stesso modo, curiamo il linguaggio e il tono di voce: evitiamo di alzare i toni (non scriviamo in maiuscolo) e facciamo attenzione a ortografia e sintassi: la nostra lingua merita rispetto quanto i nostri ospiti. - Coerenza Dialoghiamo dei temi proposti dalla pagina: ricette di dolci, modi di abbellire le nostre tavole, arte del ricevere. Interventi che esulano da questi argomenti, o da altri via via proposti, potranno essere rimossi dalla pagina in quanto non pertinenti. - Attenzione Nel pubblicare commenti o post, è bene fare attenzione a quanto pubblicato prima… è possibile infatti che si sia già parlato dello stesso argomento. - Tolleranza Nella mia casa ogni opinione è degna di considerazione e rispetto. Mi piace il confronto e lo scambio di idee, non ammetto in nessun caso l’insulto e l’offesa, né tantomeno l’uso di linguaggio scurrile o inadeguato. In caso di trasgressione di queste semplici ma fondamentali regole, mi riservo di rimuovere i post, bannare gli autori dalla pagina ed eventualmente segnalare gli interessati a Facebook per comportamento inadeguato. - Riservatezza Ritengo opportuno che i dati personali vadano tutelati e non divulgati. In caso di necessità, la comunicazione di indirizzi personali, numeri telefonici o altro può essere effettuata tramite messaggio diretto di Facebook oppure scrivendo all’indirizzo email matilde@vicenzi.it. - Correttezza Non è ammesso promuovere iniziative commerciali o promozionali mediante la pubblicazione di contenuti o link: questi post saranno rimossi.

  • I miei auguri, con una piccola guida al “Galateo delle feste… secondo Matilde”.

    21 dic 2012

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    Amiche mie, è arrivato il momento degli auguri, dei ricevimenti in casa, delle visite di chi ci vuole bene, e anche io desidero che vi giungano i miei auguri più sentiti di tanta felicità e benessere, per le festività e il nuovo anno. L’occasione è propizia per ricordare il “Galateo delle Feste”, naturalmente interpretato a modo nostro (non mi stancherò mai di ripetere come il galateo senza interpretazione e gusto personale sia solo… una noiosa lista di regole antipatiche!). 1 – Non è necessario avere un regalo per tutti, ma un pensierino semplice, magari fatto con le proprie mani, è a mio parere il dono più adeguato 2 – Rifuggete dai regali costosi: non è mai stato né mai sarà appropriato presentarsi con qualcosa di eccessivo 3 – Qualunque sia il pensiero che dedicate ai vostri ospiti – dono, biglietto di auguri o altro – siate personali: il senso della festa non è certo scrivere un SMS a tutta la rubrica telefonica! 4 – Se gli ospiti che avete invitato arrivano con un presente, siate discrete al riguardo: subito un ringraziamento senza eccessiva enfasi, poi non apriteli tutti contemporaneamente, cosa che potrebbe evidenziare un antipatico confronto tra doni 5 – In queste giornate, gli ospiti devono sentirsi a proprio agio sempre, quindi fate in modo che ci sia qualcosa da offrire ad ogni ora del giorno, ma attenzione: non insistete a proporre cibo e dolci, e proponete sempre anche un semplice tè al limone 6 – Per chi è impegnato a festeggiare con più di una famiglia, ricordate che i ricevimenti di Natale iniziano alla vigilia, quindi dividetevi equamente e non fate mancare a nessuno la vostra affettuosa presenza 7 – La cosa più importante… come e più di ogni momento conviviale, il Natale è stare bene insieme, in armonia: ogni questione che turba gli animi va lasciata fuori dalla porta, e se siete la padrona di casa dovete fare in modo che anche gli altri lo facciano! Ho dimenticato qualcosa? Fatemi sapere, e auguri, dolcissimi auguri a tutte!

  • Un dolce come segnaposto: ci avete mai pensato?

    23 nov 2012

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    Se non vi è mai venuto in mente di usare un piccolo dolce come segnaposto per gli ospiti, vi suggerisco di gustarvi questa piccola galleria di immagini: vedrete quante graziose idee per dare il benvenuto ai vostri commensali con fantasia e… dolcezza.

  • Arte del ricevere? Lo stile di una first lady.

    16 nov 2012

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    L’elezione di un presidente è anche l’elezione di una first lady… E a noi – che siamo sempre attente allo stile – non sfugge che pochi giorni fa, in America, è stata rieletta la first lady Michelle. La signora Obama ha uno stile nel ricevere (ma anche più in generale, nella conduzione del ménage casalingo) che a me piace molto, e vi dirò perché. Innanzitutto, è una donna attenta a non sprecare, e ad usare la propria sensibilità femminile nel gestire al meglio ogni risorsa: un senso dell’economia che, a mio parere, in cucina premia sempre. Inoltre, conosce l’importanza di proporre ricette e specialità con ingredienti freschi… al punto da  creare un orto presidenziale alla Casa Bianca, dando un esempio straordinario a tutto il mondo. E’ attenta all’alimentazione – il suo lavoro per migliorare la dieta degli americani è noto –  ma sa quanto è piacevole festeggiare con una bella torta, quando è il caso. E’ molto apprezzata per la sua capacità di mettere a proprio agio gli ospiti in quanto persone, indipendentemente dalla loro importanza. Infine, non riesco a non citare il fatto che Michelle ama pubblicare qualche ricetta su Pinterest, come facciamo anche noi… è virtuale, ma si tratta pur sempre di arte del ricevere e del condividere!

  • Arte del ricevere nel mondo: come cambiano le cortesie per gli ospiti.

    11 ott 2012

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    Abbiamo detto già molte volte come la cosiddetta arte del ricevere sia in realtà un sapiente mix di regole non scritte e gusto personale. Ci si può trovare, però, in situazioni in cui i codici di comportamento sono diversi, in quanto figli di culture diverse, geograficamente lontane dalla nostra. Oggi mi piacerebbe portarvi in un viaggio immaginario, tra usi e costumi a tavola diversi dai nostri. Cominciamo subito con una località lontana, ma un senso dell’ospitalità che noi italiani conosciamo molto bene… Vietnam: Chiunque si presenti sulla soglia di casa all’ora del pasto deve essere invitato a tavola Cina: I piatti sono tanti quanti i commensali, ma vengono disposti tutti al centro della tavola, da dove ognuno si serve a piacere Afghanistan: L’ospite è trattato come un re: siede più lontano dalla porta, viene servito per primo Russia: E’ considerato un complimento all’abbondanza della padrona di casa lasciare un piccolo avanzo sul piatto Giappone: Mai riempirsi il proprio bicchiere, ma riempire quello della persona accanto, in attesa che faccia altrettanto Indonesia: Prima di accettare la portata che viene offerta, occorre rifiutare due volte, si accetta alla terza Ovunque si mangi con le bacchette: Mai lasciarle inserite nel cibo in verticale: è un gesto che rimanda alle tradizioni funerarie, quindi di cattivo auspicio Ovunque si mangi con le mani: Sempre usare la mano destra Se invece la tavola è la vostra, ma sono gli invitati ad arrivare da lontano, ecco qualche regoletta utile: Commensali di religione ebraica: Se di stretta osservanza, sarà gradito l’utilizzo di stoviglie e piatti separati per quanto riguarda carni e latticini, come prescrivono le regole alimentari della Torah. Ospiti giapponesi: Non turbatevi se mentre mangiate li sentirete aspirare rumorosamente il cibo con la bocca: nella loro cultura è accettabile e perfino gradito! Ospiti orientali in genere: Ricordate infine che agli orientali non sono graditi i latticini, quindi evitate cheese cake e tutte le ricette a base di derivati del latte (per molti di loro si tratta di una vera e propria intolleranza fisica).

  • Come organizzare un buffet, dalla A alla Z.

    03 lug 2012

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    Accesso – Tra i fondamentali del buffet, l’accesso al tavolo: comodo e libero, sia per degli ospiti, sia per chi deve portare cibi e bevande. Brunch – Forse il pasto più adeguato per un bel buffet, magari in terrazzo o in giardino. Caffè – Alla fine di tutto, si allestirà il tavolo principale o un tavolino secondario solo per il caffè, dove si troveranno anche latte freddo e caldo, zuccheriere, piccola pasticceria, cioccolatini. Disposizione – Le sedie vanno allontanate dal tavolo, ma lasciate nell’ambiente così da poter accogliere chi desidera accomodarsi. Effetto – Un buffet comincia dalla prima impressione: se è ricco, vario ed elegante… comincia bene! Fusion – Se vi piace questo stile di cucina, il buffet può essere la formula giusta per proporlo, avvicinando piatti e gusti di diverse provenienze. Gasata e naturale – Non dimenticate che l’acqua è ormai “doppia”… e va sempre proposta con del ghiaccio a parte. Hot or cold? – La cucina fredda può essere già sul tavolo a inizio buffet, mentre i piatti caldi vanno portati dalla cucina, appena preparati. Ingresso – Volete che il vostro buffet riesca al meglio? Permettete l’ingresso degli ospiti solo quando è completamente pronto, non prima. Lati del tavolo – Se avete spazio a sufficienza, posizionate il tavolo al centro della stanza per sfruttarne entrambi i lati lunghi. Mobili - i mobili vanno addossati alle pareti per lasciare più libertà di movimento possibile. Nonchalance – Un buffet è informale per definizione, quindi l’occasione sarà rilassata, proprio per non rovinare quest’atmosfera occorre attenzione ai dettagli. Ombra – Se il buffet è all’aperto, fate in modo che vi sia ombra, in particolare sul tavolo delle bevande. Porzioni – E’ importante prepararle già nella dose giusta, per una persona. Quanto spazio per ogni ospite? – Un’altra cosa da non sbagliare, per evitare sgradevoli assembramenti: calcolate almeno 1 metro lineare di tavolo ogni 10 ospiti. Riempire i piatti – I piatti di portata non devono mai essere vuoti: riempiteli man mano che si svuotano, e quando non c’è più cibo toglieteli dal tavolo. Stoviglie – Attenzione, ne servono in abbondanza; ideale è averne in numero doppio rispetto agli ospiti. Tovaglia – Stesa ben bene sopra il mollettone, deve arrivare fino a terra. Una mano – Non dimenticate mai che i vostri ospiti avranno a disposizione una mano per servirsi, quindi preparate monoporzioni di tutto, e preparate già sporzionati anche i piatti da presentare interi, come le torte. Vino – L’unica bevanda che non si serve in brocca; per i vini bianchi la bottiglia va inserita nel contenitore refrigerante. Zucchero – Quando arriva lo zucchero, con tutto il dolce, il salato deve essere sparito: la regia dei sapori non ammette deroghe! E se alle mie regoline A-Z preferite un video, vi accontento subito. Se poi avete qualche suggerimento da aggiungere alla mia lista, lo aspetto nei commenti, e vi ringrazio fin d’ora!

  • Ricevere all’ora del tè: i consigli di Anna Gubitosa (Montemiletto – Avellino).

    15 giu 2012

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    Mi fa sempre piacere ricevere i vostri punti di vista sulle cose che ci piacciono, e l’ora del tè è senz’altro uno dei momenti preferiti da tutte le amiche di Matilde! Proseguiamo quindi la serie dei vostri consigli, con questo ottimo contributo di Anna. Ricordo a tutte che è possibile pubblicare – oltre alle ricette – anche le vostre idee per rendere più bella la tavola, o per aggiungere un tocco personale all’arte del ricevere. Qui trovate il modulino da scaricare, compilare e inviarmi via mail. L’ora del tè è una meravigliosa occasione per ricevere ospiti. Gli inviti si fanno per le 17,00- 17,30. Per l’ora stabilita, nel salotto o nella sala da pranzo la tavola sarà già imbandita: una bella tovaglia in cotone o lino, tazze da tè con il loro piattino e cucchiaino (sul lato destro), tovagliolini di stoffa, piatto in ceramica da dolce, coltello (se sono previste creme o formaggi da spalmare) e le teiere. Provvedete sempre a due o tre diverse tipologie di tè, in modo da accontentare tutti i gusti. Se non avete molte teiere, preparate l’acqua (a 90 °, va tolta dal fuoco non appena inizia a fare le bollicine) e versatela direttamente nelle tazze all’arrivo delle ospiti, lasciando scegliere a queste ultime tra le varie bustine o tè sciolto. Ad un tè non mancherà mai una certa varietà di biscotti e dolcetti, ad esempio piccole tortine, muffin, cup-cakes oppure una bella crostata di frutta o un plumcake. Non dimenticate un tocco di salato come tartine o piccoli tramezzini. In tavola, inoltre, vi saranno fettine di limone e del latte freddo per chi li volesse aggiungere al tè. Indispensabile una bella zuccheriera con il suo cucchiaino; le più chic avranno anche una ciotolina con delle zollette di zucchero (magari aromatizzate) con annessa una piccola pinza d’argento. Sarebbe meglio predisporre diverse bevande in modo da accontentare anche le non amanti del tè: in estate succhi di frutta o cedrata; d’inverno cioccolata calda o caffè.

  • I consigli sul bon ton a tavola di Silvia: grazie! I vostri quali sono?

    18 mag 2012

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    Care amiche, come spesso mi capita di ripetere, il bon ton non è una rigida etichetta, ma un modo anche personale di interpretare il buon gusto nei comportamenti. Per questo mi fa piacere confrontarmi con le vostre interpretazioni, in particolare per quello che riguarda la tavola. Sono quindi grata all’amica Silvia – nota anche come “Chef ma non impegna” – per avermi sottoposto le proprie regole di bon ton, che sintetizzerei così: - Postura? Corretta. - Rumori? Mai. - Bicchiere? A cura del cavaliere. - Inizio pranzo? Sempre dopo la padrona di casa. - Cellulare? No grazie. - Coltello? Lontano dalla bocca. Queste le regole – poche, chiare ed efficaci – di Silvia. Le vostre quali sono? Sono molto curiosa di scoprire il vostro personale bon ton!

  • Vi sposate? Lasciate che vi ricordi cosa fare al momento della torta!

    09 mag 2012

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    Sia che il festeggiamento di nozze si svolga nella vostra casa o al ristorante, vi ricordo cosa prescrive la tradizione per il fatidico momento del taglio della torta: 1 – Fatevela portare tutta intera 2 – Tagliatela insieme: lui tiene il coltello, voi appoggiate la mano sulla sua 3 – Servite le prima fette in quest’ordine: il marito, la suocera, la mamma, il suocero, il padre, i testimoni, gli altri invitati 4 – Dopo aver brindato, se vi piace l’idea, è il momento di un breve discorso 5 – Infine, radunate le amiche single per il lancio del bouquet, ma…  di questo parleremo un’altra volta! [Foto: Simply Silhouettes]

  • Il linguaggio dei fiori: comunicare con la bellezza.

    12 apr 2012

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    Care amiche, il post di oggi è su un argomento secondo me bellissimo, del quale potrei parlare ore e ore. C’è qualcosa di più affascinante del linguaggio dei fiori? “Ditelo con i fiori” non è solo un fortunato slogan pubblicitario, ma molto di più. E’ senz’altro un segno di stile, scegliere questa forma di comunicazione, che – lo ricordo – corrisponde a messaggi precisi, quindi, se dovete fare un dono, o interpretare un omaggio floreale, eccovi alcuni significati del “linguaggio dei fiori”…  Non è che un inizio: torneremo ancora volte su questo magnifico tema. - Agrifoglio, Anemone, Aquilegia: Abbondanza, Amore tradito, Follia - Arancio, Artemisia, Azalea: Purezza, Contentezza, Gioia improvvisa - Biancospino, Bocca di leone, Bucaneve: Fortuna, Capriccio, Nuova speranza - Calla, Campanula, Caprifoglio: Raffinatezza, Galanteria futile, Fedeltà - Camelia bianca e camelia rossa: “Penso a te”, “Speranza e amore” Mi fermo, altrimenti non finisco più, e vi lascio con questo bel video, che – nel presentare un romanzo intitolato proprio “Il linguaggio segreto dei fiori” – aggiunge alla mia lista i significati di: - Cactus - Rosa gialla - Peonia Qualcuno li conosce e vuole dirmeli nei commenti, prima di vedere il video?

  • Mise en place: le 10 regole d’oro che fanno la differenza… per me.

    29 mar 2012

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    Care amiche, mi piacerebbe raccontarvi qui la mise en place perfetta per la vostra tavola, ma – come sempre in tutto ciò che riguarda l’eleganza e la bellezza – penso che le regole vadano un po’ interpretate. E poi, come dice Lina Sotis, le belle serate sono come le belle donne: amano far parlare di sè… quindi non assecondate le regole senza pensare: è la vostra serata, fate vostra anche la mise en place! Ecco quindi le mie 10 regolette d’oro: Il tempo: se l’occasione è importante, datevi tutto il tempo che ci vuole per provare l’effetto, gli abbinamenti, la sensazione dell’ambiente. Come una donna allo specchio, la tavola vuole attenzione, cura del dettaglio e occhio attento. La stanza: più luminosa possibile, e nella bella stagione una finestra aperta. Le sedie: stile poltroncina, che invitino a gustarsi il tempo trascorso a tavola, anche con il corpo. E possibilmente con il bracciolo, su cui appoggiare il gomito in piacevole comfort. L’assegnazione dei posti: aspetto importante, che va gestito bene e al momento giusto, come abbiamo già visto. La tradizione e l’etichetta chiedono che l’ospite maschile più importante sieda a fianco della padrona di casa, e la sua signora alla destra del padrone di casa… ma anche qui, mi prendo delle libertà: il piacere di creare la situazione significa per me anche variare queste piccole regole, e – per esempio – mettere vicini due vecchi amici che non si vedono da tempo, oppure lasciare uno scapolo d’oro in un angolo di tavolo tutto femminile… l’unica regola da non trasgredire mai è il buon gusto, applicato al benessere degli ospiti. La tovaglia: sempre bianca immacolata, che sfiori il pavimento (e sia stirata sul tavolo). Oppure, senza tovaglia, se il tavolo è sufficientemente interessante e gli ospiti disinvolti. I bicchieri: la regola li vorrebbe trasparenti, specie per il vino, ma a me piacciono di vetro colorato, specie in questa stagione primaverile. Le forchette: non più di due, al massimo tre. Se le portate sono molte, si cambiano durante il pasto, ma per favore evitiamo quelle ridicole “parate” di stoviglie! La decorazione: sempre con fiori, che rispettino la stagione e possibilmente rimandino a ciò che si mangia, o per i colori, o per una suggestione di qualche tipo. Mi piace anche usare dei piccoli mazzi per accompagnare i segnaposto. In primavera ed estate, poi, adoro l’effetto “appena colto” di un mazzo di fiori appoggiato tra i piatti con nonchalance. Una cosa che non amo (ma che affascina molti) sono i petali sulla tovaglia. I doni: se ricevo un dono, mi pare importante dare la giusta soddisfazione a chi me l’ha portato, aprendolo subito e – se si stratta di qualcosa da mangiare o bere – inserendolo nel menu. La sorpresa: mi piace fare una sorpresa ai miei ospiti. Può essere una specialità da gustare, particolarmente inaspettata, un invitato imprevisto, una bella notizia da festaggiare tutti insieme. Bene, ora che vi ho raccontato i miei piccoli-grandi segreti, spero vorrete ricambiare raccontandomi i vostri, vi aspetto!

  • Passato, presente e futuro delle buone maniere. La mia teoria in 5 punti.

    19 mar 2012

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    Venerdì vi ho lanciato una piccola provocazione, con il gioco “vero o falso”. Ecco le cinque domande, e i risultati del minisondaggio, poi vi svelerò il mio pensiero: Siamo nell’era della rete: controllare la posta dallo smartphone mentre si è a tavola o durante la conversazione è accettabile. 94% Falso – 6% Vero Durante una cena, un uomo che versa il vino o l’acqua alle signore vicine a lui si dimostra un insopportabile retrogrado: non usa più! 100% Falso Il giorno dopo un evento o un invito a cena, il mazzo di fiori di ringraziamento alla padrona di casa è una cafonata, meglio un biglietto. 68% Falso – 32% Vero Per rispondere a una chiamata al cellulare non occorre alzarsi da tavola, si può parlare direttamente dal proprio posto, purché la conversazione non sia lunga. 74% Falso – 26% Vero Nella conversazione, l’argomento che va sempre bene è il proprio lavoro: interessa gli uomini, non disturba le signore.  100% Falso E ora vorrei ora dire la mia in proposito: Le buone maniere, quando nascono da autentica gentilezza e cortesia, non cambiano mai. Cari gentlemen, continuate pure ad aprirci quella porta, a riempirci il bicchiere, a mandare un fiore il giorno dopo il ricevimento. La vita è bella anche per questo.

  • Bon ton? C’e una regola che le vale tutte: si chiama grazia.

    02 mar 2012

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    Il galateo e il bon ton insegnano le regole. Ma c’è una cosa che vale più delle regole, e che nessuno può insegnare: la grazia. E’ molto più accettabile chi si muove con eleganza spontanea e grazia, magari commettendo qualche erroruccio di etichetta, di chi applica tutto il galateo di monsignor Della Casa in modo meccanico. Riguardiamoci insieme questa bella scena da Pretty Woman, dove la bella Vivian ne fa di tutti i colori e… resta incantevole, anche grazie all’aplomb dei gentlemen intorno a lei, non ultimo l’impeccabile cameriere. Anzi, l’insegnamento di questi ultimi è davvero magistrale: dimostrano di sapere perfettamente che la regola d’ora della convivialità è Far sentire a tuo agio le persone intorno a te Buon divertimento!

  • Vi va di prendere un tè con me, su Pinterest?

    01 mar 2012

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    Il mondo dei social network mi affascina e mi sorprende sempre. Per quanto cerchi di ricordarmi che l’educazione (che vale anche nel mondo della tecnologia…) richieda misura in tutte le cose, davanti a Pinterest mi faccio facilmente prendere dall’entusiasmo! Sono pratica di Facebook e Twitter, come molte di voi sanno, e anche di Flickr, ma Pinterest è proprio un’altra cosa. Avete presente quando vedete certe vetrine stupende, magari nelle grandi capitali del mondo, quei negozi dove tutto è talmente bello che non sapete dove fermare gli occhi? Ecco, Pinterest è così. Tantissime foto, tutte frutto di una selezione, tutte davanti e voi. E se vi incuriosisce un link (ogni immagine ha il link di provenienza), cliccate e… vi si apre un altro mondo, ancora più sorprendente. Non potevo certo mancare in questo ambiente meraviglioso, così ho aperto il mio profilo. E ora, cosa fare se non… …invitare tutte le mie amiche? Vi aspetto allora, ma attenzione: il non è un invito simbolico, perché per entrare in questo social network serve proprio un invito specifico. Per averlo, basta che mi scriviate, o mi comunichiate il vostro indirizzo email nei commenti qui sotto. Le amiche servono anche a questo, no? E quando arriverete, sarà un piacere presentarvi le mie board: Arte del ricevere L’arte del ricevere va ben oltre le “cortesie per gli ospiti” Una tavola più conviviale Rendere una tavola più conviviale è un’arte sottile Un tè con me Che piacere, prendere il tè con te Ricette da premio!  Le cinque ricette premiate dal concorso “Le BlogRicette di Natale 2011 – Premio MatildeTiramiSu! Tiramisu che passione! In quanto modi può esistere il Tirami Su? Infiniti Ricette e dolcezze  Le ricette di dolci preferite da Matilde! Il mondo di Matilde Il mondo di Matilde Vicenzi  

  • …e quando gli amici consultano lo smartphone a tavola?

    29 feb 2012

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    Un’amica preziosa, la giornalista Mariella Milani. Di lei ammiro, in particolare, la capacità di andare diritta al punto, ma sempre con un sorriso alla fine. Nel video che vi presento, intitolato “Galateo dello smartphone”, racconta alcune “sindromi” che colpiscono molte persone, e ne mettono in imbarazzo altre. Vi è mai successo di ospitare a cena qualcuno affetto da “sindrome da telefonino” o dalla più recente “sindrome da tablet”? Teconologia a parte, quando ricevo, per me non ci sono deroghe alla prima regola dell’ospitalità: Far sentire le persone al centro dell’attenzione, dedicare loro energie, gesti, parole  per farle sentire a proprio agio, facendo loro percepire la nostra disponibilità a rendere più gradevoli possibile le ore trascorse insieme. Certo, l’atteggiamento in risposta non può essere quello di controllare continuamente la posta elettronica sul proprio smart phone, o di navigare su internet: comportarsi così è come dichiarare agli astanti: Mi spiace, ma per me ciò che leggo sul mio smart phone è più importante di voi! Questo vale sempre, anche nel caso – Mariella tieniti forte, questa è la notizia che temevi – andiate sul web per consultare l’applicazione “Galateo a tavola”…

  • Posso invitarti per un tè su Facebook?

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      Tue 21st May 13 07:35
    • Il livello dell'acqua in cui immergere #fiori recisi deve essere almeno pari al 40% dell'altezza del fiore #matildeconsiglia
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