Arte del ricevere in estate : i consigli di Eleonora Miucci .

Care amiche,

il caldo estivo è arrivato, e tutte noi cerchiamo occasioni conviviali all’aperto, per avere un po’ di frescura.

Questo non significa che – anche in queste occasioni più informali – non vi sia spazio per quella cura amorevole degli ospiti che chiamiamo “Arte del ricevere”, non credete?

Proprio per raccontarvi come una brava padrona di casa può dimostrarsi tale anche in occasioni diverse dal “convivio a tavola”, ho pensato di chiedere ad Eleonora Miucci, autrice del volume “Il Galateo di Madame Eleonora”, qualche indicazione di bon ton per l’occasione… apparentemente più lontana dalle regole del “buon ricevere”: il barbecue!

 IL BARBECUE E L’ARTE DEL RICEVERE, di Eleonora Miucci

Eleonora Miucci per Pasticceria Matilde Vicenzi Una grigliata organizzata nella bella stagione è un’occasione informale da condividere con gli amici nel giardino della propria casa, o sul terrazzo.

L’invito a un barbecue avviene attraverso una semplice telefonata: la padrona di casa informerà gli invitati sull’orario e il tono della festa.

È  buona educazione chiedere in anticipo agli ospiti se hanno particolari esigenze in termini dietetici.

Un barbecue necessita di alcune attenzioni:

- Preparare con qualche ora di anticipo la griglia su cui verranno cotti carne o pesce; solitamente questo compito spetta al proprio consorte che per l’occasione potrà farsi aiutare da un amico

- Si servono pasta fredda, panini, frittate, torte salate, salumi, formaggi e cruditè, accompagnati da salsa barbecue e pinzimonio

- Una mise en place all’aperto richiede alcuni accorgimenti di buon gusto, è preferibile scegliere di apparecchiare la tavola con una bella tovaglia dalle stampe floreali

- Essendo un pranzo informale, il cibo preparato e le bevande potranno essere serviti in piatti e bicchieri di plastica

- Ben vengano anche i tovaglioli di carta, l’importante è che siano in armonia con le decorazioni scelte

- Gli amici invitati potranno portare un cadeau culinario o un’ottima bottiglia di vino

- Abbigliamento sportivo e una musica di sottofondo rallegreranno un piacevole pomeriggio estivo

Nel ringraziare Eleonora per il suo gentile contributo, vi  ricordo dove potete seguirla online: sul suo blog, sulla pagina Facebook, su Twitter e su Pinterest.

Arte del ricevere: come cambia nel tempo.

Evoluzione del bon ton e arte del ricevere Matilde Vicenzi

Arte del ricevere, bon ton, galateo… già le parole sembrano avere un che di desueto, non trovate?

Eppure continuo a vedere giovani amiche come Veronica, Eleonora e Federica occuparsi attivamente del piacere di ricevere, e la cosa mi riempie di gioia.

Ritengo infatti che l’educazione e l’attenzione ai propri ospiti – in qualunque occasione – non passi mai di moda, anzi, come dimostra la sensibilità delle nuove generazioni rispetto a questi temi.

Vediamo quindi quali sono le evoluzioni di questa arte…

La Tecnologia

I contatti personali non passano più da un biglietto, magari recapitato a mano insieme a un fiore, ma da apparecchi elettronici: un invito, oggi, si riceve con lo smart phone, il tablet o il PC… permettetemi di dire:

“E allora?”

Allo stesso modo in cui un cartoncino augurale non deve mai essere scritto senza pensare alla persona cui è destinato, così anche un SMS o una mail sottostanno alla stessa regola.
E, credete a me che scrivo sul web da oltre tre anni, se chi scrive è sciatto e poco attento, si vede benissimo, sia su un mazzo di rose sia su Facebook.

Le occasioni

Un happy hour, un brunch, un barbecue… certo quando Monsignor Della Casa scriveva il suo Galateo tutto questo non esisteva.Galateo di Monsignor Della Casa Matilde Vicenzi

L’ora del tè, una colazione, la cena più o meno formale: erano questi, originariamente, gli appuntamenti in cui esercitare le attenzioni dell’arte del ricevere.

In fondo, però, si tratta sempre di sapersi adattare, conoscere cosa aspettarsi e cosa proporre, né più né meno che nell’800.

Quello che cambia sono i linguaggi e le forme esteriori (certo non si usa più il baciamano, ad esempio, ma la stretta di mano accompagnata da un momento di attenzione personale con contatto visivo, quella sì), ma l’approccio di sincera e aperta cortesia che caratterizza le migliori occasioni conviviali non cambia mai.

I formalismi

Quindi – mi direte voi – ci stai dicendo che nulla è cambiato?

Non è così. La cosa che è cambiata completamente, e finalmente, sono i formalismi.

Quegli atteggiamenti poco spontanei e stereotipati che forse potevano sorreggere i poco sicuri di sè, grazie a formule codificate e sempre uguali. Certe frasi, certi gesti, certi… formalismi, appunto.

Chi è giovane – nell’età e nel cuore – oggi non ha bisogno di dimostrare affettazione, ostentare modi ricercati: il bon ton del 2013 è proprio il contrario di tutto questo.

Perché la bellezza dello stare insieme è tanto più intensa quanto più sa essere autentica, non trovate?

Aspetto come sempre i vostri pareri su Arte del ricevere e Bon ton nel 2013!

 

 

 

Intervista a Eleonora Miucci, autrice di “Invitare con Stile”.

Arte del ricevere e Bon Ton secondo Eleonora MiucciBon ton, arte del ricevere, social etiquette: Eleonora Miucci non è solo un’esperta di questi temi, ma anche autrice di un libro sull’argomento: “Invitare con Stile – Il Galateo di Madame Eleonora“.

Dopo un incontro… online, Eleonora ha gentilmente acconsentito a rispondere a qualche domanda: buona lettura!

Matilde Vicenzi: Gentile Eleonora, è un piacere condividere la tua conoscenza del bon ton e dell’arte del ricevere con le lettrici di “Matilde”.
Prima di tutto vorrei chiederti come hai cominciato ad occuparti di queste cose.

Eleonora Miucci: La mia è una passione che coltivo sin da piccola: l’amore per le belle tavole, la buona educazione e il mondo del lifestyle sono ciò che ho vissuto durante il mio percorso di crescita.

Tutto questo è diventato, con gli anni, un bellissimo lavoro: scrivo di Galateo, arte del ricevere, bon ton della sposa, educazione infantile, interior decor e moda; collaboro con rubriche personali su diverse testate, e sono spesso ospite in programmi televisivi; curo personalmente il blog “Il Galateo di Madame Eleonora” e nel dicembre 2012 è uscito il mio libro: “Invitare con Stile. Il Galateo di Madame Eleonora” edito da Malvarosa Edizioni.

MV: Quali occasioni conviviali senti più vicine alla tua natura, al tuo carattere?Libro Invitare con Stilde Madame Eleonora su MatildeTiramiSu

EM: Sicuramente le occasioni private: cene in casa tra amici, cocktail party e – nella bella stagione – brunch in giardino o feste a tema.

Sento vicina a me l’arte del ricevere, ma ritengo possa essere così per tutte: come argomento nel mio libro, per ricevere con stile bastano pochi accorgimenti, semplici dettagli purché siano curati e sapientemente orchestrati: un dolce sorriso e modi garbati valgono più di mille parole.

MV: L’arte del ricevere è più un insieme di regole, o un’attitudine che ognuno può interpretare?

EM: Entrambe le cose. L’arte del ricevere è sì un insieme di regole di buona educazione e comportamento a tavola, ma nello stesso tempo è anche una chance, per la padrona di casa, di esprimere personalità e buon gusto.

MV: Tu sei una delle persone che ha attualizzato questo tema, da molti associato solo alla tradizione e ai “bei tempi andati”.
A tuo parere l’arte di ricevere gli ospiti è qualcosa di attuale?

EM: Assolutamente sì. Invitare, accogliere, ospitare con stile non necessita di formalismi, bensì di un equilibrio fatto di tatto, sostanza e savoir-faire.

MV: Galateo e Internet: cosa ne pensi?

EM: Penso sia un binomio perfetto per i tempi in cui viviamo, anche grazie a Internet si è potuto attualizzare e svecchiare il Galateo d’antan.

Le regole di buona educazione devono adattarsi ai tempi e luoghi in cui viviamo, quindi oggi ritengo siano da abolire i finti orpelli e le frasi fatte.

L’Etiquette contemporanea si avvicina alle nuove generazioni con un comportamento più elastico e spontaneo: è bene rapportarsi serenamente in società, senza trasformarsi in fanatici del Galateo. In questo processo, il web è senz’altro uno dei mezzi più utili.

MV: Dulcis in fundo… parliamo di dolci: quali sono i consigli da non dimenticare al momento del dessert?

EM:  Consiglio sempre di servire almeno due tipi di dessert per soddisfare i gusti dei commensali, avendo l’accortezza, se comprati, di non presentarli in tavola nella loro confezione, ma ben disposti su vassoi o alzatine.

Per quanto riguarda piattini e posatine, nelle mise en place formali vengono apparecchiati sopra al piatto di portata, mentre nelle occasioni informali possono essere portati direttamente in tavola nel momento stesso in cui sarà servito il dolce.

Nel darvi appuntamento a una prossima occasione con Eleonora qui su “Matilde”, vi  ricordo dove potete seguirla online: sul suo blog, sulla pagina Facebook, su Twitter e su Pinterest.

Intervista a Chiara Maci , parte seconda .

Care amiche, cari amici,

riprendiamo oggi il filo del discorso iniziato giorni fa con Chiara Maci ”madrina” del concorso “Amiche di Matilde” e protagonista del superpremio finale del concorso: per tre coppie di vincitori un week-end di gusto e bon ton a Verona, appunto con lei.

Ma attenzione: si vince quasi ogni giorno: ben 4 premi alla settimana! E fino a dicembre 2013.

Partecipare è facile, basta avere il codice che si trova sulle confezioni delle specialità Matilde Vicenzi.

Ma ora è il momento di riprendere la nostra intervista a Chiara…

Instagram Chiara Maci per Matilde vicenziMatilde: Oltre che una cuoca sopraffina, sei anche una professionista della comunicazione: come “si cucina” una buona comunicazione online, quando si parla ad appassionati e palati sopraffini?

Chiara: Comunicare, oggi, è importante quasi quanto cucinare.

In un mondo fatto di comunicazione a 360 gradi, quella online è fondamentale.

Bisogna conoscere il proprio target, e imparare a parlare in modo semplice, chiaro ed efficace.

Essere se stessi, come al solito, ripaga sempre!

Matilde: La cucina è diventata senz’altro di moda, anche grazie alla divulgazione di personaggi come… Chiara Maci!
Cosa consiglieresti a un giovane che vuole investire su questa passione per farne un lavoro?

Chiara: Consiglio di farsi per prima cosa una domanda importante, ovvero “E’ davvero la mia passione? Mi piacerebbe fare questo anche tra 10 anni?”

Se la risposta è sì, allora forza e coraggio! Tutto si può fare e ve lo dice una che con grinta e tanto lavoro ce l’ha fatta… a trasformare una passione in lavoro!

Bisogna studiare, applicare metodo e disciplina ad un lavoro anche se inizialmente non retribuito, essere costanti e non abbattersi facilmente. Solo così si raggiungono i risultati sperati.

Matilde: Qual è il rapporto tra un piatto e la tavola in cui viene servito? Per te è importante curare la tavola nel dettaglio?

Chiara: Beh, è importante eccome. Quando solo sola, sono sincera, tralascio spesso la cura della tavola, ma mai quella del piatto.

Quando ho ospiti invece mi sbizzarisco e adoro curare ogni dettaglio con precisione, colori ad hoc e dettagli mai lasciati al caso. L’occhio vuole sempre la sua parte, in questo caso soprattutto!

Matilde: Nella tua biografia citi spiritosamente la frase “Chi non mangia o beve in compagnia ha qualcosa da nascondere”… dove finisce il piacere di cucinare e dove inizia quello di ricevere gli amici?

Chiara: Vanno di pari passo. Cucinare è un atto d’amore e, esattamente come amo farlo per me stessa, amo farlo per gli amici.

I miei genitori mi hanno cresciuto con l’idea che “attorno ad un tavolo si può parlare di qualunque cosa” ed effettivamente credo non esista incontro più bello con le persone a cui vuoi bene… che quello a tavola.

Matilde: Infine, prendendo spunto dal tuo blog “Sorelle in Pentola”… mi incuriosisce sapere qualcosa di questo sodalizio tra sorelle: quali sono le vostre similarità e quali le differenze?Le Sorelle in Pentola Chiara e Angela Maci

Chiara: Eh eh, io e Angela, apparentemente simili esteticamente, siamo ormai per tutti diversissime… anche se in realtà, crescendo, ci iniziamo ad avvicinare su tantissime cose!

Ci vogliamo molto bene, abbiamo gli stessi valori ed entrambe amiamo la cucina sana, genuina e prevalentemente mediterranea, ma siamo diverse nella quotidianità, nella gestione del tempo e nell’approcio lavorativo.
Io sono una pazza stakanovista del lavoro, lei una mamma a tempo pieno.

Ma, come tutte le persone intelligenti, non ci fermiamo a questa “etichetta”, siamo molto di più. Ed esattamente come io inizio ad aver voglia di creare una famiglia, lei inizia ad aver voglia di girare e lavorare di più. In fondo, siamo sorelle :-)

Ringrazio Chiara per la sua simpatia e disponibilità e ricordo a tutti che è possibile seguirla online in vari modi: sul blog “Sorelle in Pentola”, sulla pagina Facebook, su Twitter e su Instagram.

Per chi invece volesse partecipare al mio Concorso “Amiche di Matilde”, invece,  qui può registrarsi.

Arte del ricevere… e di dire “No, grazie”.

Matilde Vicenzi Arte del Ricevere

Care amiche e amici,

un tè con le amiche, una cena, un ricevimento… l’arte del ricevere va anche vista come “arte dell’essere ricevuti”, non credete?

Intendo dire che la cosa va vissuta anche dal lato di chi è invitato.

E con la vita intensa che facciamo tutti, i mille impegni e anche – non dimentichiamolo – l’amplificazione della vita sociale che ci danno i social network, può anche succedere che si debba dire “No, grazie”.

Anche in questo, a mio parere, c’è uno stile e un atteggiamento che distingue il savoir faire raffinato.
Ecco quindi qualche piccolo consiglio per declinare un invito nel migliore dei modi!

1 – Siate chiari

O potete o non potete, evitate gli sgradevoli “ti so dire” e “te lo dico la setimana prossima”; se dovete verificare l’agenda nei giorni successivi all’invito, infomratevi entro quando occorre dare una risposta

2 – Siate tempestivi

Organizzare una cena o un piccolo ricevimento è un impegno serio, avvisando immediatamente che non sarete presenti dimostrerete rispetto per chi vi ha invitato

3 – Non cambiate idea

Anche se può sembrare divertente presentarsi dopo aver detto che non si può esser presenti, non fatelo, a meno che non vi sia stato detto espressamente “Vieni anche all’ultimo momento, se ti liberi”

4 – RSVP sì o no?

Verificate se è necessario dare una risposta all’invito; si tratta di una buona prassi, ma vi sono casi in cui non è richiesto, e si è liberi di presentarsi o meno

5 – Siate… sinceri 

So bene che non sempre è possibile (e a volte e bene che sia così), ma io mi sono sempre regolata meglio dicendo la verità.

Queste sono me mie piccole regole su questo tema, un po’ delicato.

Avete qualche consiglio da condividere per aiutarci a gestire queste situazioni? Grazie in anticipo!

[Immagine: bacheca Pinterest MatildeTiramiSu "Un tè con me"]