Archivio per ‘saper vivere’ Categoria
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Arte del ricevere… e di dire “No, grazie”.
16 apr 2013
Care amiche e amici, un tè con le amiche, una cena, un ricevimento… l’arte del ricevere va anche vista come “arte dell’essere ricevuti”, non credete? Intendo dire che la cosa va vissuta anche dal lato di chi è invitato. E con la vita intensa che facciamo tutti, i mille impegni e anche – non dimentichiamolo – l’amplificazione della vita sociale che ci danno i social network, può anche succedere che si debba dire “No, grazie”. Anche in questo, a mio parere, c’è uno stile e un atteggiamento che distingue il savoir faire raffinato. Ecco quindi qualche piccolo consiglio per declinare un invito nel migliore dei modi! 1 – Siate chiari O potete o non potete, evitate gli sgradevoli “ti so dire” e “te lo dico la setimana prossima”; se dovete verificare l’agenda nei giorni successivi all’invito, infomratevi entro quando occorre dare una risposta 2 – Siate tempestivi Organizzare una cena o un piccolo ricevimento è un impegno serio, avvisando immediatamente che non sarete presenti dimostrerete rispetto per chi vi ha invitato 3 – Non cambiate idea Anche se può sembrare divertente presentarsi dopo aver detto che non si può esser presenti, non fatelo, a meno che non vi sia stato detto espressamente “Vieni anche all’ultimo momento, se ti liberi” 4 – RSVP sì o no? Verificate se è necessario dare una risposta all’invito; si tratta di una buona prassi, ma vi sono casi in cui non è richiesto, e si è liberi di presentarsi o meno 5 – Siate… sinceri So bene che non sempre è possibile (e a volte e bene che sia così), ma io mi sono sempre regolata meglio dicendo la verità. Queste sono me mie piccole regole su questo tema, un po’ delicato. Avete qualche consiglio da condividere per aiutarci a gestire queste situazioni? Grazie in anticipo! [Immagine: bacheca Pinterest MatildeTiramiSu "Un tè con me"]
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Dai dolci della primavera ai dolci dell’inverno: cosa cambia?
21 mar 2013
Care amiche, cari amici, anche quest’anno siamo arrivati alla primavera… ma il cambio di stagione non cambia la nostra passione per le buone ricette di dolci! Quello che si trasforma è l’ambiente: la temperatura, la luce (com’è diversa in cucina la luce che arriva presto al mattino, e non ci abbandona nel pomeriggio, vero?) e le occasioni per stare insieme: si ha voglia di uscire, finalmente. Così anche le nostre ricette si adattano… Ci lasciamo alle spalle i colori scuri (cioccolato, castagne), i dolci ricchi di calorie (zuppa inglese, charlotte, tartufi, creme, mandorle) e quelli delle feste (pandoro) per avviarci verso gusti più leggeri (vol au vent, limone, fragole), dosi meno corpose (bigné, tartine) e richiami floreali (semi di papavero, mimosa), proprio come… il tempo fuori dalla finestra. Le ricette che seguono, a cui mi sono ispirata per questo post, sono tratte dal mio ricettario, che è appunto diviso in stagioni. Come sapete, invio questo bel libretto di 95 pagine in regalo a chi mi invia la sua ricetta di dolci: riceverlo direttamente è facile, basta seguire le indicazioni sulla mia pagina degli omaggi. Buon divertimento! Dolci tratti dal Ricettario “Voglia di Dolci – Dessert per tutte le Stagioni” di Matilde Vicenzi: Dolci d’inverno Bonet al cioccolato Charlotte al cioccolato fondente Tartufi di pandoro Millefoglie di formaggi freschi Zuccotto al cioccolato Millefoglie con pan di spagna e kiwi Zuppa inglese alla napoletana Dolce alla crema di cioccolato, caffè e mandorle Tronco con crema di castagne e cioccolato Dolci d’estate Vol au Vent Tirami Su leggero alla vaniglia Bigné alla crema Chantilly Coppa con Fragole Tartine dolci al limone e pistacchio Coppetta con crema ai semi di papavero Semifreddo agli amaretti Torta mimosa a sorpresa Bigné farciti al limone in gabbia al caramello Sfoglia in composta di mele
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Festeggiare la Giornata della Donna: certo, ma come?
07 mar 2013
Care amiche, si avvicina una data importante per tutte noi, la Giornata della Donna. Quali che siano le vostre abitudini celebrative, mi permetto di darvi qualche consiglio nel caso il festeggiamento preveda un’occasione conviviale in casa… Prima di tutto, evitiamo qualunque eccesso: a mio parere non si confà mai a una donna, meno che mai nella sua Giornata. Allo stesso modo, non insistiamo sul “fare tutto al femminile, ad ogni costo”, la trovo un’inutile forzatura… e se un gentiluomo vuole essere con noi, accettiamo l’implicito omaggio a noi signore. Mimose sì, mimose no… anche se mi piace l’idea di un fiore simbolo della Giornata – scelto proprio per il suo periodo di fioritura – non vi nascondo che i mille mercatini di mimose (magari a prezzi sproporzionati) che spuntano all’improvviso a ogni angolo di strada… proprio non mi vanno. Suggerimento: perché non adottiamo il colore giallo, per abbellire le nostre tavole e accompagnare i nostri piccoli doni, lasciando perdere l’ossessione del fiorellino a tutti i costi? Infine, cerchiamo di interpretare il tema: se daremo una lettura personale dell’occasione faremo onore al genere femminile con la creatività e la fantasia da sempre patrimonio femminile (una torta speciale, che riprenda un aspetto della festa, oppure un addobbo particolare della tavola, la suggestione di un filmato o una musica…) Comunque sia, io festeggio a modo mio. Volete sapere come? Spiacente, dovreste aspettare… fino a domani. Auguri a tutte!
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Una giornata indimenticabile: lo “showcooking” con Valeria Benatti a Verona!
06 mar 2013
Tra i premi del concorso “Amiche di Matilde”, concluso di recente, c’era un bel week-and nella mia Verona, comprensivo di un workshop di “showcooking” con l’amica Valeria Benatti, conosciuta anche come “Kitchen in Love, dal nome del suo sito e libro, nonché Twitter. Ebbene, lo “showcooking” si è svolto sabato scorso ed è stata una bellissima esperienza, insieme a molti amici, oltre ai tre vincitori del concorso e ai loro accompagnatori. Di tutte le cose che Valeria ci ha regalato, mi ha colpito una sua frase, che riporto qui: “Non sono una cuoca, ma amo mangiare, e dovendo farlo tutti i giorni tanto vale farlo con cose buone, fatte con amore!” Le ore sono volate, nel piacere di apprezzare la sua passione per la cucina e il suo amore per la tavola, sotto tutti gli aspetti. Valeria si è confermata padrona di casa sensibile, attenta, bravissima ai fornelli e ancor di più nell’arte del ricevere. Ci ha lasciato con un bel ricordo e… la voglia di ripetere presto l’esperienza. Grazie!
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Arte del ricevere? Ecco cosa non fare mai…
26 feb 2013
Come sapete, amo ricevere amiche e amici nel migliore dei modi, ma amo anche interpretare a mio modo le cosiddette “regole del galateo”. E’ per questo che qualche volta mi diverto a raccontarvi i miei semplici principi, che poi si rifanno sempre a un atteggiamento di base: far sentire la persona a suo agio, rilassata e… a casa sua, come si suol dire. Ecco quindi cosa io non farei mai, in tema di arte del ricevere: - Essere troppo rigida con la disposizione dei posti a tavola Lo so, lo so bene che c’è tutta una serie di regola sull’argomento, ma se lo zio ha piacere di sedersi vicino al nipote che non vede mai, perché impedirglielo? - Parlare dei miei problemi A parte che nessuno dovrebbe parlare di aspetti tediosi della propria vita (ci si ritrova per stare bene e non per lamentarsi, ognuno ha i propri guai e ne parla a casa in famiglia), trovo che la padrona di casa sia la prima a dover tenere la conversazione su un tono lieto; - Dimenticare di presentare in modo adeguato chi si incontra per la prima volta Non solo la presentazione con i nomi (che pure qualcuno dimentica), ma anche il trovare qualche parola che faccia capire a entrambi perché hanno motivo di stare insieme a casa vostra… e naturalmente aiutarli anche nel corso della serata; - Non badare al benessere dei piccoli ospiti, se ci sono Il mancato riguardo ai figli di qualcuno è uno sgarbo che ai genitori risulta particolarmente antipatico: se sapete che arrivano dei “junior”, preoccupatevi del loro benessere tanto quanto per gli ospiti adulti. (Immagini tratte dalla bacheca Pinterest “Arte del ricevere” di MatildeTiramiSu).
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Mangiare all’aperto, con stile, in pieno gennaio? Si può.
17 gen 2013
Care amiche, cari amici, oggi voglio lanciare una sfida: quanti di voi saprebbero impostare un pranzo conviviale all’aperto, durante l’inverno? La sfida è su due livelli: di stile e di… menu. Lo stile raccomanda: Scelte cromatiche orientate al bianco, colore della neve, oppure ai rossi accesi, che evocano il calore del fuoco (e magari delle festività invernali); da non escludere, nei casi più rustici, una tovaglia in lana sottile, che può anche riscaldare le gambe dei commensali; una o più candele, che per una volta aiuteranno non solo l’atmosfera ma anche la temperatura; sottopiatti in metallo, più adatti a mantenere il calore del piatto; servizio rapido e pietanze calde non troppo complicate da consumare, che non rimangano quindi troppo a lungo nel piatto, raffreddandosi… ma qui stiamo già arrivando ai consigli per il menu! Per la preparazione del menu, appunto: Apertura del pasto con una minestra calda e fumante; piatto principale caldo, (chi ama la griglia ricordi che nessuna legge vieta di usarla nei mesi freddi); pane riscaldato in forno, oppure appena preparato; per quanto riguarda le bevande, chi ama l’oriente può concedersi lo sfizio di un tè verde, oppure – più normalmente – si preveda un calice di vino rosso (che può essere sostituito da un vin brulé a fine pasto); infine, un bel dolce calorico: è il clima che lo suggerisce! Ultima raccomandazione: verificate che nessuno dei vostri ospiti sia particolarmente freddoloso, specie tra le signore. Alle nostre latitudini, quello che nei paesi nordici è considerato normale potrebbe far storcere il naso a qualcuno… Stile è anche conoscere e saper gestire i propri ospiti, siete d’accordo? Allora, chi raccoglie la mia sfida? Fatemi sapere!
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I miei auguri, con una piccola guida al “Galateo delle feste… secondo Matilde”.
21 dic 2012
Amiche mie, è arrivato il momento degli auguri, dei ricevimenti in casa, delle visite di chi ci vuole bene, e anche io desidero che vi giungano i miei auguri più sentiti di tanta felicità e benessere, per le festività e il nuovo anno. L’occasione è propizia per ricordare il “Galateo delle Feste”, naturalmente interpretato a modo nostro (non mi stancherò mai di ripetere come il galateo senza interpretazione e gusto personale sia solo… una noiosa lista di regole antipatiche!). 1 – Non è necessario avere un regalo per tutti, ma un pensierino semplice, magari fatto con le proprie mani, è a mio parere il dono più adeguato 2 – Rifuggete dai regali costosi: non è mai stato né mai sarà appropriato presentarsi con qualcosa di eccessivo 3 – Qualunque sia il pensiero che dedicate ai vostri ospiti – dono, biglietto di auguri o altro – siate personali: il senso della festa non è certo scrivere un SMS a tutta la rubrica telefonica! 4 – Se gli ospiti che avete invitato arrivano con un presente, siate discrete al riguardo: subito un ringraziamento senza eccessiva enfasi, poi non apriteli tutti contemporaneamente, cosa che potrebbe evidenziare un antipatico confronto tra doni 5 – In queste giornate, gli ospiti devono sentirsi a proprio agio sempre, quindi fate in modo che ci sia qualcosa da offrire ad ogni ora del giorno, ma attenzione: non insistete a proporre cibo e dolci, e proponete sempre anche un semplice tè al limone 6 – Per chi è impegnato a festeggiare con più di una famiglia, ricordate che i ricevimenti di Natale iniziano alla vigilia, quindi dividetevi equamente e non fate mancare a nessuno la vostra affettuosa presenza 7 – La cosa più importante… come e più di ogni momento conviviale, il Natale è stare bene insieme, in armonia: ogni questione che turba gli animi va lasciata fuori dalla porta, e se siete la padrona di casa dovete fare in modo che anche gli altri lo facciano! Ho dimenticato qualcosa? Fatemi sapere, e auguri, dolcissimi auguri a tutte!
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Arte del ricevere nel mondo: come cambiano le cortesie per gli ospiti.
11 ott 2012
Abbiamo detto già molte volte come la cosiddetta arte del ricevere sia in realtà un sapiente mix di regole non scritte e gusto personale. Ci si può trovare, però, in situazioni in cui i codici di comportamento sono diversi, in quanto figli di culture diverse, geograficamente lontane dalla nostra. Oggi mi piacerebbe portarvi in un viaggio immaginario, tra usi e costumi a tavola diversi dai nostri. Cominciamo subito con una località lontana, ma un senso dell’ospitalità che noi italiani conosciamo molto bene… Vietnam: Chiunque si presenti sulla soglia di casa all’ora del pasto deve essere invitato a tavola Cina: I piatti sono tanti quanti i commensali, ma vengono disposti tutti al centro della tavola, da dove ognuno si serve a piacere Afghanistan: L’ospite è trattato come un re: siede più lontano dalla porta, viene servito per primo Russia: E’ considerato un complimento all’abbondanza della padrona di casa lasciare un piccolo avanzo sul piatto Giappone: Mai riempirsi il proprio bicchiere, ma riempire quello della persona accanto, in attesa che faccia altrettanto Indonesia: Prima di accettare la portata che viene offerta, occorre rifiutare due volte, si accetta alla terza Ovunque si mangi con le bacchette: Mai lasciarle inserite nel cibo in verticale: è un gesto che rimanda alle tradizioni funerarie, quindi di cattivo auspicio Ovunque si mangi con le mani: Sempre usare la mano destra Se invece la tavola è la vostra, ma sono gli invitati ad arrivare da lontano, ecco qualche regoletta utile: Commensali di religione ebraica: Se di stretta osservanza, sarà gradito l’utilizzo di stoviglie e piatti separati per quanto riguarda carni e latticini, come prescrivono le regole alimentari della Torah. Ospiti giapponesi: Non turbatevi se mentre mangiate li sentirete aspirare rumorosamente il cibo con la bocca: nella loro cultura è accettabile e perfino gradito! Ospiti orientali in genere: Ricordate infine che agli orientali non sono graditi i latticini, quindi evitate cheese cake e tutte le ricette a base di derivati del latte (per molti di loro si tratta di una vera e propria intolleranza fisica).
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Ricevere all’ora del tè: i consigli di Anna Gubitosa (Montemiletto – Avellino).
15 giu 2012
Mi fa sempre piacere ricevere i vostri punti di vista sulle cose che ci piacciono, e l’ora del tè è senz’altro uno dei momenti preferiti da tutte le amiche di Matilde! Proseguiamo quindi la serie dei vostri consigli, con questo ottimo contributo di Anna. Ricordo a tutte che è possibile pubblicare – oltre alle ricette – anche le vostre idee per rendere più bella la tavola, o per aggiungere un tocco personale all’arte del ricevere. Qui trovate il modulino da scaricare, compilare e inviarmi via mail. L’ora del tè è una meravigliosa occasione per ricevere ospiti. Gli inviti si fanno per le 17,00- 17,30. Per l’ora stabilita, nel salotto o nella sala da pranzo la tavola sarà già imbandita: una bella tovaglia in cotone o lino, tazze da tè con il loro piattino e cucchiaino (sul lato destro), tovagliolini di stoffa, piatto in ceramica da dolce, coltello (se sono previste creme o formaggi da spalmare) e le teiere. Provvedete sempre a due o tre diverse tipologie di tè, in modo da accontentare tutti i gusti. Se non avete molte teiere, preparate l’acqua (a 90 °, va tolta dal fuoco non appena inizia a fare le bollicine) e versatela direttamente nelle tazze all’arrivo delle ospiti, lasciando scegliere a queste ultime tra le varie bustine o tè sciolto. Ad un tè non mancherà mai una certa varietà di biscotti e dolcetti, ad esempio piccole tortine, muffin, cup-cakes oppure una bella crostata di frutta o un plumcake. Non dimenticate un tocco di salato come tartine o piccoli tramezzini. In tavola, inoltre, vi saranno fettine di limone e del latte freddo per chi li volesse aggiungere al tè. Indispensabile una bella zuccheriera con il suo cucchiaino; le più chic avranno anche una ciotolina con delle zollette di zucchero (magari aromatizzate) con annessa una piccola pinza d’argento. Sarebbe meglio predisporre diverse bevande in modo da accontentare anche le non amanti del tè: in estate succhi di frutta o cedrata; d’inverno cioccolata calda o caffè.
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E adesso, una ricetta speciale: la ricetta dell’amore.
06 giu 2012
Siamo nella stagione dei matrimoni – se n’è accorto perfino il giovane miliardario fondatore di Facebook, convolato a nozze qualche settimana fa – e questo delizioso video ci ricorda che… l’amore è una ricetta! (Se state per sposarvi e siete in cerca di ispirazione per le vostre foto, non perdetevi il sito dell’autrice del video…) [vimeo http://www.vimeo.com/15650891 w=500&h=281]
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Un consiglio da Silvia Guerra per il tè delle cinque: se provassimo dolce e salato insieme?
02 mag 2012
E’ con grande piacere che accolgo il consiglio di Silvia – conosciuta in rete anche con il nome del suo blog “Chef ma non impegna” – che ha accolto gli amici in visita pomeridiana sperimentando un uso della tradizione britannica: l’avvicinamento dei sapori dolci e salati durante il tè delle cinque. Muffin al cioccolato amaro e nocciole, quindi, affiancati da una quiche di fondi di carciofo e prosciutto, accompagnati – a scelta – da tè verde oppure una dissetante centrifuga di mela, mango e fragola. Si tratta di consuetudini che vanno pian piano affermandosi anche da noi, sarei quindi curiosa di sapere come hanno gradito gli amici di Silvia la proposta, e anche cosa ne pensate voi… avete mai provato un tè come quello di Silvia? Ringrazio Silvia per aver condiviso lo spunto, e ricordo che potete trovare tutte le sue ricette di dolci qui, sul suo ricettario online.
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Il linguaggio dei fiori: comunicare con la bellezza.
12 apr 2012
Care amiche, il post di oggi è su un argomento secondo me bellissimo, del quale potrei parlare ore e ore. C’è qualcosa di più affascinante del linguaggio dei fiori? “Ditelo con i fiori” non è solo un fortunato slogan pubblicitario, ma molto di più. E’ senz’altro un segno di stile, scegliere questa forma di comunicazione, che – lo ricordo – corrisponde a messaggi precisi, quindi, se dovete fare un dono, o interpretare un omaggio floreale, eccovi alcuni significati del “linguaggio dei fiori”… Non è che un inizio: torneremo ancora volte su questo magnifico tema. - Agrifoglio, Anemone, Aquilegia: Abbondanza, Amore tradito, Follia - Arancio, Artemisia, Azalea: Purezza, Contentezza, Gioia improvvisa - Biancospino, Bocca di leone, Bucaneve: Fortuna, Capriccio, Nuova speranza - Calla, Campanula, Caprifoglio: Raffinatezza, Galanteria futile, Fedeltà - Camelia bianca e camelia rossa: “Penso a te”, “Speranza e amore” Mi fermo, altrimenti non finisco più, e vi lascio con questo bel video, che – nel presentare un romanzo intitolato proprio “Il linguaggio segreto dei fiori” – aggiunge alla mia lista i significati di: - Cactus - Rosa gialla - Peonia Qualcuno li conosce e vuole dirmeli nei commenti, prima di vedere il video?
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Ecco i tre posti dove vorrei sorbire un tè con voi.
22 mar 2012
Il mio soggiorno è il mio regno, naturalmente, ma il rito del tè con le mie amiche (che osservo con gioia ogni volta che posso), mi affascina anche in versione meno… domestica. Qualche volta, infatti, mi scopro a fantasticare degli “high tea” che si concedono a Londra, magari al Claridge’s Hotel - tempio del tè, vincitore anche del premio Migliore Afternon Tea dell’autorevole Tea Guild – dove ogni pomeriggio l’amata bevanda viene servita in saloni come questi: chi non vorrebbe essere parte di un ambiente così, anche solo per un tè? Ma il fascino del tè non è solo lusso e raffinata pasticceria, come nella tradizione anglosassone. Gli orientali – e in particolare il Giappone – hanno un altro approccio, quasi religioso, al momento del tè, che è appunto una vera e propria cerimonia (termine esatto: Cha no yu). Trovo particolarmente suggestivi i momenti che scandiscono questo ritrovo sociale: di queste “regole” ne esistono molte, ne riporto alcune che mi hanno colpito particolarmente, risalenti al 1500: Il segno di inizio viene dato da un colpo di gong, quando gli ospiti entrano nell’anticamera e tutti i partecipanti si riuniscono insieme “Gli ospiti entrano nella sala quando il padrone di casa fa la sua comparsa ed invita i presenti a farsi innanzi” “Gli ospiti fanno il secondo ingresso ( nella sala del tè ) quando l’acqua posta sul fuoco sibila come il vento tra i pini e si ode un rintocco di campana” Infine, il terzo posto dove mi piacerebbe condividere una buona tazza di tè con voi è… una duna nel deserto, in nord Africa. Nel deserto tunisino, ad esempio, il tè è da tempi immemorabili un simbolo di benvenuto. Spezie, menta, zucchero fanno da contorno alla preparazione della bevanda, posta sul fuoco a bollire. Solo dopo che l’acqua ha bollito tre volte, raggiungendo quindi un grado di concentrazione molto alto, viene servito nei caratteristici bicchierini. Un piccolo rito che si ripete più volte al giorno nella vita dei tuareg. E per voi, quali sono i luoghi e i momenti più suggestivi per il rito del tè?
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…e quando gli amici consultano lo smartphone a tavola?
29 feb 2012
Un’amica preziosa, la giornalista Mariella Milani. Di lei ammiro, in particolare, la capacità di andare diritta al punto, ma sempre con un sorriso alla fine. Nel video che vi presento, intitolato “Galateo dello smartphone”, racconta alcune “sindromi” che colpiscono molte persone, e ne mettono in imbarazzo altre. Vi è mai successo di ospitare a cena qualcuno affetto da “sindrome da telefonino” o dalla più recente “sindrome da tablet”? Teconologia a parte, quando ricevo, per me non ci sono deroghe alla prima regola dell’ospitalità: Far sentire le persone al centro dell’attenzione, dedicare loro energie, gesti, parole per farle sentire a proprio agio, facendo loro percepire la nostra disponibilità a rendere più gradevoli possibile le ore trascorse insieme. Certo, l’atteggiamento in risposta non può essere quello di controllare continuamente la posta elettronica sul proprio smart phone, o di navigare su internet: comportarsi così è come dichiarare agli astanti: Mi spiace, ma per me ciò che leggo sul mio smart phone è più importante di voi! Questo vale sempre, anche nel caso – Mariella tieniti forte, questa è la notizia che temevi – andiate sul web per consultare l’applicazione “Galateo a tavola”…
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Per una mise en place perfetta, stirare la tovaglia sul tavolo. Parola di Carlo Cracco.
28 feb 2012
A me è già capitato: ho una cena importante, scelgo quella tovaglia particolare che uso ogni tanto e – al momento di stenderla sulla tavola – scopro che ha… troppe pieghe per i miei gusti. Per questo, vedendo su YouTube il filmato dove il famoso chef Carlo Cracco mostra il suo piccolo-grande trucco per la tavola perfetta, mi sono detta: Un’idea semplice e geniale… le mie amiche apprezzeranno molto! Naturalmente non c’è solo questo da imparare nel video: Cracco dà consigli utili anche su stoviglie, scelte cromatiche, materiali da preferire. Anche per questi aspetti, oltre che per la sua cucina, una cena nel suo ristorante è un’esperienza indimenticabile!
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Presto su Matilde, un nuovo tipo di ricette. Le ricette per vivere meglio.
20 feb 2012
Ci siamo quasi. Come sapete, stiamo preparando alcune belle novità, che riguarderanno “Matilde” in tutti i suoi aspetti, ed oggi vogliamo anticiparvi una delle principali: Un nuovo tipo di ricette: le ricette per vivere meglio. Non fraintendete, non lasceremo certo la bella abitudine di occuparci di ricette di dolci – che amiamo e che continuano a darci belle soddisfazioni – ma presto affiancheremo alle prelibatezze da gustare, le… squisitezze da vivere. Gli ingredienti di queste nuove delizie saranno: il savoir faire il gusto per le cose belle, dalla mise en place al piacere di ricevere l’educazione e l’attenzione per gli altri le pillole di saggezza quotidiana Nonchè, ingrediente fondamentale… …i piccoli segreti che rendono casa vostra un luogo speciale Sì, perché desideriamo siate voi, ancora una volta, ad arricchire le nostre pagine con i vostri consigli e suggerimenti, proprio come fate, quasi ogni giorno, con i vostri magnifici dolci e dessert. In fondo è come se – mentre gustiamo insieme una fetta di torta – potessimo, ora, parlare anche d’altro. Vi piace l’idea?
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Dedicato alle vostre ricette…
25 mar 2010
Abbiamo impastato e fatto lievitare il blog con amore e ora ci presentiamo. Matilde TiramiSu, il nuovo blog del Gruppo Vicenzi dedicato alle ricette più prelibate (nostre e vostre) è appena sfornato e vorremmo condividerlo con voi per incontrarci in rete, parlare dei dolci che preferiamo, e anche scambiarci le ricette, naturalmente! Se intanto volete suggerirci già qualche ricetta, Scaricate subito il modulo per inviarcela (le istruzioni sono sul modulo stesso) e inviatecelo: nell’arco dei prossimi giorni pubblicheremo la vostra ricetta proprio qui in home page, e vi creeremo anche una pagina tutta dedicata a voi. Inoltre, per ringraziarvi, vi faremo due regali: Una copia del ricettario “Voglia di Dolce. Dessert per tutte le stagioni”, inviata direttamente a casa vostra Una pagina web all’interno di questo blog, con le vostre ricette e un indirizzo internet tutto vostro Vi aspettiamo!




